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Fri, Feb 27, 2026
L’8 marzo non nasce come festa.
Nasce dal lavoro, dallo sfruttamento, da diritti negati.
Nasce da donne che hanno scioperato, lottato, pagato con la vita condizioni di lavoro disumane.
Oggi lo chiamiamo “festa”.
Ma la memoria non è leggera.
È necessaria.
Per questo, per me, l’8 marzo non è una serata qualsiasi.
È un momento per fermarsi.
Per riconoscere la forza che ha attraversato generazioni prima della nostra.
La forza delle donne non si celebra.
Si riconosce.
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Mon, Feb 16, 2026
Non ho scelto la cera vegetale per moda. È stata una conseguenza naturale di tutto quello che facevo già. Preparando creme in casa, ho iniziato a informarmi sulle cere e sulla loro origine, ed è stato lì che ho scoperto che la cera di paraffina è un derivato del petrolio. Non l’ho mai utilizzata, non per ideologia, ma perché non aveva senso per me. Amo la natura, cerco di rispettarla e volevo qualcosa di vegetale, coerente con il resto della mia vita.
Quando ho iniziato a fare candele, la scelta era già fatta. La cera di soia mi è piaciuta subito: morbida, viva, mai perfettamente liscia. Ogni superficie è diversa, ogni candela ha piccole imperfezioni che la rendono unica. È una materia che si muove, che si assesta, che non sembra uscita da uno stampo industriale.
Non è la scelta perfetta, ma è quella più vicina a me: semplice, coerente e naturale, come il modo in cui vivo ogni giorno.
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Sat, Feb 14, 2026
Da piccola andavo con mia nonna Nina per campi a raccogliere erbe selvatiche.
Era divertente, un po’ noioso, ma mi inorgogliva vedere la sporta che si riempiva.
Poi, da ragazzina, facevo gioielli con piccole pigne, ghiande, fiori e sassolini trasformati in piccole pietre preziose.
Mi piaceva raccogliere cose semplici e dargli un altro valore.
Quando sono tornata ad amare tutto quello che sapevo, tutto è riapparso: le erbe, la natura e le stagioni da aspettare.
Da lì è arrivata anche la cucina, l’autoproduzione, la voglia di fare sempre più cose da sola.
Ho iniziato a fare candele perché raccoglievo erbe selvatiche e le trasformavo in oleoliti, creme e saponi.
Ma non potevo venderli.
Condividerli solo con amici, a un certo punto, non bastava più.
Così le candele sono arrivate come una forma possibile per portare quella stessa visione dentro un oggetto semplice e quotidiano.
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Fri, Feb 13, 2026
Sono cresciuta tra le montagne, in una famiglia semplice dove nulla si spreca e tutto si rispetta: il cibo, gli animali, la natura, le persone.
Ci si affezionava a tutto: alle auto vecchie, al cortile, perfino alla gomma dell’acqua rossa e gialla che ci dissetava nelle giornate di sole e ginocchia sbucciate.
Poi diventi grande, ti allontani, credi che la felicità sia altrove.
Io l’ho capito diventando mamma: il segreto non è andare, ma riuscire a stare.
Stare nelle piccole cose, in un fiore un po’ ammaccato tenuto in un pugnetto, in un’ape che si posa sulla mano e poi vola via.
AriA nasce da lì, da quell’idea di vita fatta di cose piccole, vere, e di un bambino che tiene le api tra le mani senza paura.